Contesto e background
Nonostante i progressi tecnologici e la crescente accessibilità degli apparecchi acustici, lo stigma associato alla perdita dell’udito continua a ostacolare la diagnosi precoce e il ricorso a questi dispositivi. Studi recenti hanno evidenziato il ruolo cruciale del linguaggio nei processi di stigmatizzazione: dalle parole dei professionisti della salute alla narrazione mediatica, il modo in cui si parla di ipoacusia influenza profondamente atteggiamenti, decisioni e comportamenti. In questo ambito il progetto ha inteso offrire una prospettiva innovativa sul legame tra linguaggio e atteggiamenti verso questi temi.
Obiettivi del progetto e approccio
L’obiettivo è stato quello di indagare come specifiche espressioni linguistiche potessero influenzare gli atteggiamenti (automatici ed espliciti) e l’intenzione di utilizzo degli apparecchi acustici in un campione tratto dalla popolazione generale. L’indagine si è articolata in tre azioni:
- Analisi dei nuclei tematici più ricorrenti nella stampa italiana
- Uno studio centrato sul linguaggio mass-mediale
- Uno studio centrato sullo stile comunicativo verbale dei medici

Risultati principali e insight
I risultati hanno evidenziato come l’esposizione a un linguaggio colloquiale possa migliorare significativamente gli atteggiamenti verso la perdita dell’udito e l’uso degli apparecchi acustici rispetto ad un linguaggio tecnico-medicalizzante. I partecipanti che hanno letto testi più informali hanno mostrato maggiore apertura, ridotto pregiudizio e un’intenzione più favorevole all’acquisto dei dispositivi. L’effetto positivo del linguaggio colloquiale risultava amplificato nei partecipanti con più contatti con persone anziane, suggerendo l’utilità di ridefinire la narrativa sull’ipoacusia nelle interazioni con i caregiver/influencer delle persone anziane, principali fruitori degli apparecchi acustici.
Implicazioni pratiche e direzioni future
Il progetto offre spunti operativi per ridefinire il linguaggio utilizzato nella comunicazione sanitaria e pubblicitaria sull’ipoacusia o in altri ambiti caratterizzati dalla presenza di stigma sociale. Intervenire sul piano linguistico può rappresentare una leva strategica per promuovere atteggiamenti più inclusivi e ridurre le barriere psicologiche all’uso degli apparecchi acustici. Il nostro protocollo costituisce un modello replicabile in altri contesti aziendali e può essere proposto come iniziativa di welfare centrata sulla promozione della salute e del benessere dei lavoratori.
In collaborazione con: Università Cattolica del Sacro Cuore; Diversity & Inclusion Speaking S.r.l.
Finanziato da: Amplifon S.p.A.